Grazie per la comprensione

di Gino Matrunola
09.12.2012
Per cominciare a riempire questo spazio, concessomi, dedicato alla città di Roma, non posso fare altro che presentarmi.
Cercherò, quindi,  di mostrare chi sono attraverso la mia esperienza ed i miei punti di vista.

Sono un attore, ho 31 anni e vivo a Roma da poco più di dieci anni.
Sono cresciuto a Ceppagna, un paesino molisano in provincia di Isernia, dove ho seguito i miei studi e dove risiede la mia famiglia.
Gli stimoli per i giovani (di tutte le età) sono sempre venuti a mancare nel mio paese, pertanto coltivavo la passione per la recitazione stando in casa, giocando e improvvisandomi protagonista di spettacoli teatrali o di intere pellicole cinematografiche.
Crescendo ho capito che per far diventare il mio mestiere quello che fino ad allora era stato semplicemente un gioco, avrei dovuto cercare altri posti ed altre mete.
Ed eccomi a Roma, il posto magico dove tutto è possibile.

Arrivai nella “città eterna” come Pinocchio nel paese dei balocchi: tutto sembrava così nuovo, colorato, caotico, ma tutto mi parve già familiare da subito.
Dopo varie scuole di recitazione, di canto e di danza, discipline che ho coltivato per completare la mia formazione, mi affacciai al mondo del lavoro.
Varie esperienze di prosa e di musical e, come tutti gli attori, mi vedo costretto a vivere sempre un nuovo inizio. In una situazione italiana degradata attualmente, per la considerazione della cultura e per l’impoverimento delle produzioni, che spesso approfittano della situazione stessa, si fatica a trovare scrittura e non si riesce a portare a casa un salario degno di tale nome.

Spesso in web troviamo annunci tipo questo: “Cercasi attori e attrici per uno spettacolo che andrà in scena  in Marzo 2013. Le prove partiranno da dicembre 2012 e non saranno retribuite. Non è previsto compenso ma garantiamo ampia visibilità”.
Ora ditemi voi se un ragazzo che cerca di vivere di questo lavoro, che ha investito anni di studio, soldi in affitti, scuole e tutto quello che ne consegue, può sottostare a questa idiozia?! La visibilità? Ma cos’è? Si mangia?
Esistono, però, anche quelle messe in scena a cui daresti un braccio per farne parte e che hanno da dire qualcosa, che ti contagiano artisticamente e che vorresti escludessero il resto.
L’arte è ancora viva e sono sicuro di questo!

Roma è piena di teatro, di cinema e di produzioni, ma bisogna saper selezionare quelle serie e quelle per cui valga la pena partecipare ai propri progetti.
Poi ci sono le caste. Sono quelle compagnie o enti  in cui lavorano sempre gli stessi, bravi (non tutti) per carità, ma sempre loro in scena. Vuoi avere la possibilità di entrarci? Le soluzioni possono essere svariate: andare a letto con qualcuno, conoscere chi ne fa parte ma non sempre funziona, contribuire alla produzione, accettare poco compenso o gratis la scrittura.
Questa la situazione teatrale che vivo a Roma e in Italia.

Con la speranza di aver riportato, almeno in parte, lo specchio della realtà, cercherò di dedicare questo spazio all’arte in tutte le sue forme ed a quelle persone, che in perfetto stile “MISTAKE”, vivono felici ed, a volte, contro corrente, un po’ come me.

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